Pronto Soccorso

Arrivi in pronto soccorso e dopo la valutazione al triage ti smistano in una grande stanza con tanti box dove ti visitano e ti fanno i prelievi, ti mettono la flebo, attaccano il tuo cuore a un monitor. E aspetti. Ogni tanto vengono e osservano il tuo stato nel tempo. Intanto aspetti. Intanto aspetto e ogni tanto ti osservo. Dormi, dormi troppo. É da stamattina che dormi. E ora sono le due del mattino dopo. Ti ho portato qui perché non é normale tutto questo dormire. Aspetto che venga il medico a dirmi cos’hai che non va. Forse sono solo i tuoi 95 anni. Tu dormi e io aspetto. 

Guardo questi box che dovrebbero garantire una privacy con solo una tenda scorrevole color arancio.

Anni fa negli ospedali si usava il bianco o l’azzurro pallido. Ora c’è questo arancio che campeggia in tutti i reparti, in diverse tonalità.

Dicevo della tenda: anche se non vuoi, senti tutti i discorsi degli altri. Ho un sorriso pieno d’ironia.

Intanto penso al medico di turno: non un momento di pace. Nemmeno per le infermiere di questa notte.  Qui si é come in un campo di battaglia e ognuno deve mantenere la sua posizione e cercare di combattere il nemico, che sono le malattie e le disavventure della gente. Come me, come te.

Dormi. Russi un poco. Anche altri russano.È incredibile quante persone russano! Un monitor più in là, emette il suo bip-bip ritmato.

Il pavimento é di linoleum. Questo PS é abbastanza recente, ma il linoleum, colpa dell’andirivieni delle barelle e delle migliaia di passi, é consunto. Qualcuno si lamenta, qualcuno tossisce.

E si aggira una presenza furtiva. Lo sento che é furtiva. Passa anche di qua per vedere se può mietere il suo raccolto questa notte. Lo so che passa, perché ogni tanto mi viene un brivido. Ma qui, stanotte, non sembra l’ora di nessuno.

Nemmeno di te che dormi.

A volte penso che sarebbe un sollievo per te e per noi, se ci lasciassi intanto che dormi, così, in un soffio a perdere. Senza sofferenza, senza rumore, da ora a dopo, come lo scoccare di un secondo sull’orologio appeso al muro.

È’ trascorsa un’altra mezz’ora. E tu dormi dalle undici di ieri mattina.

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2 thoughts on “Pronto Soccorso

  1. mi spiace Ars… tuo padre o tua madre? Conosco bene codeste attese…purtroppo… Tienici aggiornati se puoi. Un abbraccioo a te e gli auguri che vada tutto per il meglio

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