Il canto dell’estate

Una calda sera d’estate, le finestre aperte nella vana speranza di sentire anche qualcosa di meno di una brezza a regalarci un attimo di respiro, Niní, su un fianco lunga distesa sul letto, immobile nella calura.

E quasi assordante, dal grande albero del giardino condominiale, perviene un frinire di cicale. 

Questo rumoroso canto dell’estate va avanti da ore, e neppure il sopraggiungere delle tarde ore  riesce a smorzare.

Niní, infastidita, si solleva un poco, tende l’orecchio e mi guarda, come a chiedere: ” Ma quando smettono?”

Posso offrirle solo uno sguardo costernato, fra rivoli di sudore.

Poi, dopo circa un’ora, verso mezzanotte, quasi all’improvviso, é silenzio.

Possiamo cercare di dormire…

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