Sera di Natale

Vi auguro un Sereno Natale e vi abbraccio con affetto

Ars

misc18

La sera di Natale, mentre tutti sono intenti a riunirsi, le strade sono deserte e si guardano un po’ tristi e infreddolite, magari coperte di neve, un po’ stanche con lo scalpiccio che c’è stato negli ultimi giorni. Qualche stradina un po’ vanesia si gloria poiché  riflettono su di lei le luci di un albero. E su qualche strada, ancora c’è chi porta le sue scarpe, trascinando un po’ i suoi passi, come se avesse il peso del mondo addosso.  La strada accoglie ogni suo passo, sentendone il peso e lo vede fermarsi dopo un po’, sedersi su di un muretto, la testa fra le mani. Mormorano, le strade, quando s’accorgono che c’è qualcosa di insolito attorno a loro, ma lo fanno piano e nessuno le sente. Così quell’uomo seduto non può sentire che è stata chiamata proprio quella stradina vanitosa che cattura, nelle gocce d’umidità che l’hanno vestita, le luci intermittenti dell’albero e le fa scivolare, con l’aiuto del vento, fino a quelle scarpe solitarie. L’intermittenza  s’ insinua  nel piccolo panorama di quell’uomo e cattura la sua curiosità. Solleva un po’ la testa e guarda quei colori sfuocati accendersi e spegnersi. Ci vuol poco. Si alza e cerca la fonte di quel gioco intermittente, cammina un po’ e arriva ai piedi dell’albero. Lo osserva e si incanta sulla stella che svetta in cima. L’occhio si sposta un poco e in quel cielo, più su, c’è una stella vera che brilla. Il cuore gli si stringe. Sarà il freddo. Il freddo di una casa che da troppo tempo è vuota. Questa sera non  è riuscito a stare in casa, perché dal vuoto si è sentito oppresso. Ma fuori è forse peggio.  Sarà il freddo, ma gli occhi ora gli lacrimano.  Quell’albero nel giardino di una casa e dalle finestre, dietro le tende, vede una famiglia riunita attorno ad un tavolo. Tempo fa anche lui ha vissuto Natali così. E non ha dato loro il giusto valore, quel valore che gli attribuisce oggi che ha imparato la mancanza, che il suo cuore ha imparato la sofferenza. Ci sono stati momenti che ha sinceramente pensato che il passato potesse tornare. Ma non si torna indietro, si può solo proseguire. Si volta e affida di nuovo i suoi passi alla strada che, anche se lui non se ne è accorto, è rimasta tutto il tempo ad osservarlo. Altro mormorio silente e un sasso rotola facendo rumore. Si ferma davanti alla scarpa quasi ad invitarla ad un gioco. La scarpa accetta e il sasso viene lanciato un po’ in là, e poi un altro calcetto e un altro e un altro ancora. L’ultimo lancio è più lungo e il sasso termina la sua corsa in mezzo al piazzale di una chiesa.  I passi s’arrestano. Quanto tempo è che non entrano più in una chiesa questi passi? Con gravità s’avvicinano alla porta e indugiano sulla soglia. L’uomo entra;  in fondo vede il presepe e s’avvia per visitarlo. Il fondale è di quelli che fan passare la notte e il dì, con i colori dell’alba e del tramonto.  Alcune statuette si muovono e dalla fonte zampilla l’acqua. Nella capanna, su un pagliericcio, giace il Bambin Gesù.  L’uomo triste si sente pervaso da un senso di pace e comprende che solo se avrà quel Bambino nel cuore e lo amerà davvero, la sua vita avrà di nuovo un senso Suonano le campane di mezzanotte; le strade mormorano che un uomo ha trovato di nuovo l’amore. L’Amore che salva. Un po’ distante c’è un sasso compiaciuto.

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2 thoughts on “Sera di Natale

    1. Si, il Natale è passato. Buono, è stato buono. Così spero del tuo.
      Ora ci concentreremo sul Felice Anno… e sarà dura.. ma ce la faremo 😉
      ohh, e poi ci sei te che continui a volermi bene 🙂
      e anche se sei un lupo mannaro te ne voglio anche io

      Auguri, Mast

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