Ritratto

Lei stava dormendo e lui salì fino al confine delle sue labbra: da lì poteva osservare le linee del suo viso disteso. Da quel punto, sentiva il suo respiro sottile. La linea arcuata delle sopraciglia ricordava falci di luna e della luna aveva lo stesso pallore. Aveva una distesa di capelli neri come un cielo senza stelle.  Si rammaricava per quegli occhi chiusi su un mondo a cui, lui, non aveva accesso.
Rimase ancora un poco lì, sospeso  sulle sue labbra.
Poi si dileguò nella notte.

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3 pensieri su “Ritratto

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